Archivio di settembre, 2009

Decisione saggia

martedì, settembre 29th, 2009

Dall’Espresso del 1 ottobre 2009

STOP AL VILLAGGIO

“Fermi tutti. E’ arrivato il no definitivo al villaggio da 140.000 metri cubi che l’immobiliarista Sergio Zuncheddu, editore dell’Unione Sarda e del Foglio, voleva realizzare a Villasimius, sulle sponde dello splendido stagno di Notteri popolato dai fenicotteri rosa, a pochi metri da cala Giunco, una delle più belle spiagge della Sardegna.
cala_giunco
Per il Consiglio di Stato le norme del piano paesaggistico  elaborate sotto la guida di Renato Soru sono di particolare rigore, ma trovano piena giustificazione nell’esigenza di salvaguardare un paesaggio di incomparabile bellezza, che ha già subìto attentati a causa della propensione italica ad un’edificazione indiscriminata. Nel bocciare senz’appello il progetto di Zuncheddu i giudici amministrativi hanno riaffermato un principio contenuto nel codice Urbani, ma spesso ignorato dalle Regioni e dai Comuni: Nella valutazione comparativa di contrapposti interessi, quello generale e quello individuale e imprenditoriale allo sviluppo degli insediamenti turistici, il bene da tutelare è il paesaggio. E’ una piccola rivincita per Soru.”

E’ una piccola notiziola che certo non è di grande interesse, non con tutto quello che ci sarebbe da dire sulla piega che stanno prendendo le cose nel nostro Paese, ma per me è una notizia importante:
1. perchè, almeno a Cala giunco, il territorio non verrà violentato dalle ruspe,
2. perchè era ora che una bella batosta arrivasse sul capoccione di Zuncheddu!

Per la cronaca, il tal Zuncheddu odia svisceratamente Soru, e in qualità di editore del quotidiano più diffuso in Sardegna  (L’Unione Fals… ops, volevo dire Sarda :-) ) gli ha sempre spalato me..a addosso in tutto il tempo che Soru è stato Presidente della Regione: non ha MAI riportato le conquiste – perchè ci sono state anche quelle! –  che la sua giunta aveva fatto, non gli ha MAI fatto un’intervista per sentire anche la sua versione mentre ha sempre dato ampia voce ai suoi oppositori. E il perchè di tale odio? Perchè prima che finisse la giunta Pili, egli, lo Zuncheddu, aveva fatto approvare dalla giunta Pili, appunto, l’acquisto di immobili di sua proprietà per la Regione. La giunta finì, nel 2004 si fecero le elezioni e vinse Soru, che fece carta straccia di quelle delibere che approvavano la spesa per le casse della Regione di 200.000.000 di euro per degli immobili che la Regione non se ne faceva, e non se ne fa, niente! Insomma, ha rotto le uova nel paniere al Zuncheddu, e così lui si è vendicato.

Eh, questi giornali tutti in mano alla sinistra! Ahahahhahahahahah

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Autunno

mercoledì, settembre 23rd, 2009

autunno
“Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie”

[Giuseppe Ungaretti]

Come ad ogni inizio di stagione  (ma solo una volta, quest’anno, poi basta! :-) ), ho postato un pezzo sulla stagione  nella quale ci stiamo accingendo ad entrare: l’autunno.
E ho scelto questa brevissima poesia di Ungaretti che nomina, sì, l’autunno, ma che parla principalmente di soldati (che è anche il titolo della stessa!).

Il perchè della scelta di questa poesia per accompagnare il disegno dedicato all’autunno è legato ai fatti recenti che hanno visto protagonisti, loro malgrado, proprio alcuni soldati italiani che hanno trovato la morte in Afghanistan, qualche giorno fa.
Non ne avevo ancora parlato un po’ perchè non ne ho avuto il tempo e un po’ perchè mi ripromettevo di scrivere a proposito una volta che avessi postato il pezzo sull’autunno che, proprio per questo, sarà molti diverso rispetto a quelli sulle altre stagioni.
Ho sentito, e letto, la notizia  di queste morti come tutti… ho visto, in tv, il rientro delle salme in Italia… ho sentito della cerimonia di commemorazione davanti alle più alte cariche dello Stato… ho sentito del rientro a casa (qui in Sardegna) della salma del parà sardo.
Adesso, che i giochi sono finiti, nessuno si ricorderà, nè parlerà, più di questi ragazzi, salvo rinominarli alla prossima strage di soldati in Afghanistan o in un’altra qualsiasi parte del mondo dove i nostri soldati sono mandati.

Trovo che sia incredibilmente paradossale morire di guerra in periodo di pace!
Non ha senso!
Comincio col dire che io non sono d’accordo con queste cosiddette missioni di pace. Non sono d’accordo con chi si ostina a chiamarle in questo modo, mentre non lo sono affatto.
Comprendo il dolore dei familiari per la perdita dei loro congiunti, ma non approvo la spettacolarizzazione della morte.
So già cosa si potrebbe dire di me se arrivo ad affermare che tutte le belle parole che si spendono su questi militari che si recano in teatri di guerra sono solo retorica e ipocrisia…. si direbbe che io non porto rispetto per questi ragazzi morti… che sto offendendo il dolore dei parenti… proprio io che ho visto morire i miei genitori… proprio io che ho visto con i miei occhi il momento preciso nel quale la vita ha abbandonato il corpo prima di mio padre  e poi di mia madre…. Io  non porterei il dovuto rispetto per il dolore della morte? Proprio io che SO cosa sia la morte, e quanto dolore lascia la scomparsa di un affetto nell’animo e nel cuore di chi resta?
Mi irrita sentire i soliti parolai affermare a reti unificate che questi ragazzi vanno in questi teatri di guerra, non per i soldi, ma solo per aiutare!
Perchè queste anime candide non chiedono ai ragazzi che fanno domanda di partire qual è la motivazione che li spinge a correre un rischio simile?
Io l’ho chiesto a due persone: una ha detto che lo faceva per acquisire crediti di modo da avanzare di grado, e un’altra che il suo scopo erano solo ed unicamente i soldi.
So perfettamente che non sono tutti come questi due ragazzi… so che per molti di loro c’è anche, e veramente!, la volontà di poter fare qualcosa per qualcuno che non ha niente, la volontà di poter aiutare persone che soffrono… lo so!
Ma come dicevo, questa volontà è “anche” un altro motivo… non il solo!

E a tale proposito vorrei dire a quel deputato del PdL, ex soldato, che ha perso l’uso delle gambe in una missione in Somalia (il nome mi sfugge… Paglia, o qualcosa di simile, che in questi giorni è apparso ovunque!), quando ha affermato che dire che questi ragazzi accettano queste missioni per lucro è un’eresia, dato che, dal suo punto di vista, nessuno rischierebbe la vita soltanto per i soldi….
Oh no, non è così. Tutti noi rischiamo la vita per i soldi.
Forse che il muratore che accetta di salire su un’impalcatura priva delle più elementari norme di sicurezza non lo sa che sta mettendo la sua vita a rischio? E allora perchè lo fa lo stesso? Per l’ambizione di vedere costruita una casa? Per il senso del rispetto che nutre per il suo datore di lavoro?
O non lo fa piuttosto per quei 1.000 euro scarsi che riceverà a fine mese?
Il camionista che rimane alla guida di un camion anche 10 ore al giorno, non mette forse a repentaglio la sua vita (e anche quella degli altri!)?
Perchè lo fa? Per senso del dovere? Perchè gli piace guidare 10/12 ore consecutivamente?
O non lo fa piuttosto perchè se non rispetta i ritmi che la ditta, per cui lavora, gli impone si dovrà cercare un altro lavoro?
Potrei andare avanti all’infinito e citare tutte le altre categorie di lavoratori.
Ma questi lavoratori non rischiano la vita, per l’affabile deputato, evidentemente. O magari il loro scopo nella vita non è nobile e di alto valore morale come quello del soldato, evidentemente!!!
Per egli, infatti, chi è quello stupido che rischierebbe la vita per soldi? Nessuno.
Infatti solo i militari sono intelligenti… gli altri, che rischiano la vita per molto meno dei 144 € al giorno, si vede che sono stupidi!
Oh no, per lui (e per tante altre persone!) un uomo non rischierebbe mai la vita soltanto per della vile moneta!

Dicevo che so già cosa mi direbbero se dicessi queste cose… e per tale motivo non le dico.
Però voglio dire quali sarebbero state le mie reazioni se una cosa del genere fosse capitata a me. In questo modo nessuno potrebbe accusarmi di essere insensibile, di essere antipatriottica (e ho già detto in altro momento cosa penso io della patria e del concetto di patriottismo!) e di non portare il dovuto rispetto.
Innanzitutto se un mio congiunto, foss’egli padre, fratello, figlio, fidanzato o marito,  mi mettesse a parte della sua decisione di partire in missione, io sarei molto, molto, arrabbiata con lui.
Che senso ha, gli direi, che un paese come l’Italia, che non è assolutamente in grado di proteggere i suoi stessi cittadini entro i propri confini, mandi i suoi figli a combattere per altri popoli che, tra l’altro, neppure l’hanno chiesto?
Gli direi, che senso ha mandare altri soldati in un paese (come l’Afghanistan, nella fattispecie) che non ha visto altro, da più di vent’anni a questa parte, che divise e fucili e mezzi armati militari con le insegne di altri paesi sul suo territorio, e che forse ne ha piene le tasche di essere occupato?
Gli direi, ma proprio non c’è un altro sistema, per le diplomazie del mondo, che possa risolvere queste questioni e che non sia l’uso delle armi e della forza?
Gli direi queste cose, ma lo lascerei partire lo stesso…. ma vivrei in apprensione e in ansia che qualcosa di brutto possa accadergli… vivrei con l’incubo di una chiamata in piena notte, o con la paura dell’arrivo di un alto graduato che mi bussi alla porta di casa un giorno… o, peggio ancora, che accendendo la televisione io apprenda la notizia.
E se questo succedesse davvero io rifiuterei i funerali di Stato…. rifiuterei che i primi a toccare la bara con le spoglie mortali di mio padre, fratello, figlio, marito o fidanzato fossero le autorità e non io.
E a chi mi chiedesse, con quelle domande stupide che solo stupidi giornalisti, in circostanze come queste, sanno fare, se fossi orgogliosa di mio padre/fratello/figlio/marito/fidanzato direi: SI’! Certo che sono orgogliosa!  Sono orgogliosa di lui per quello che era, perchè era un buon padre, un ottimo fratello, uno splendido figlio, un marito adorabile e un fidanzato invidiabile… orgogliosa per la persona che era, e rammaricata per la persona che non sarebbe stata più… ma non orgogliosa per essere andato a farsi ammazzare in Afghanistan! Non potrei farmene niente di un “eroe” morto…..

Queste sarebbero le mie reazioni, i miei pensieri, le mie parole…. Sbaglio? Sono un essere meschino e greto a pensarla così? Non ho rispetto del dolore degli altri?  Può darsi, ma a me non pare…. ripeto, so cosa vuol dire perdere una persona cara….
Ma se anche così fosse, questo è il mio pensiero, e finchè ci saranno ragazzi che andranno a morire lontani da casa per soddisfare le ambizioni internazionalistiche di chi dovrebbe avere cura di loro, continuerò a pensarla così.

[PS: a questo link c'è espresso esattamente il mio punto di vista sulla questione.]
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Giudizi

martedì, settembre 22nd, 2009

briatoreApprendo che Briatore è stato radiato a vita dal mondo della Formula 1.
Non  potrà più gestire alcuna scuderia, e non potrà più essere manager di alcun pilota.
Considerando quanto il Bria mi stia antipatico la notizia non mi getta certamente nello sconforto più cupo! E, non capendone una cippa di Formula 1 e affini, non sono neanche in grado di dire se la sentenza nei suoi confronti sia stata giusta, o eccessiva oppure totalmente sbagliata (anche se, a dir la verità, non me ne importa un fico secco! ;-) ). 

La cosa che mi ha “sconvolta” di questo giudizio è stato il fatto che, per emetterlo, non è stato istituito un tribunale con tanto di lungaggine e prolissità… ma semplicemente si è riunito il Consiglio Mondiale della Federazione Internazionale dell’Automobile e, partendo dalle accusa al Bria di Nelson Piquet Junior (ex pilota della Renault – scuderia del Bria – e assistito dallo stesso in qualità di “manager” di piloti), si è arrivati alla conclusione che le accuse del Piquet, nei confroti del Bria, erano veritiere, da qui i provvedimenti nei confronti del patron del Billionaire.

Ho sentito dire che questo provvedimento così duro (non si tratta certo di una condanna agli “arresti domiciliari” di italiota consuetudine!) è nato soprattutto dall’antipatia che Max Mosley avrebbe sempre nutrito per il ruspante manager della Renault (chissà perchè lo capisco in pieno! ;-) ), ma lui ha smentito una simile spiegazione, aggiungendo che il provvedimento è partito soprattutto perchè Briatore ha continuato a mentire e a negare l’evidenza anche in presenza di prove certe e concrete.

Ora, io non so se queste “prove certe e concrete”  ci fossero veramente o se si sono basati solo sulla parola di Piquet  Junior per emettere la loro sentenza, ma di sicuro la sorpresa che può aver provato Mosley, e chi per lui, nel constatare con quanta nonchalance Bria mentisse pur sapendo di mentire ha davvero dello stupefacente!
Non lo sa, il Mosley, che in Italia è uno sport molto diffuso e praticato quello di mentire anche quando si è scoperti e di negare l’evidenza anche quando te la stanno sbattendo in faccia? 
Che ingenuo! :-)  

Ma adesso la domanda è: cosa farà il Bria, adesso che è diventato “disoccupato”????
Ho il terribile sospetto che riprenderà a occupare le spiagge della Sardegna per ampliare i suoi vari Billionare! Del resto, a casa con le mani in mano mica può restare, no? ;-)

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