Archivio di marzo, 2009
Divieti d’Italia
mercoledì, marzo 11th, 2009
Ho scoperto, in questi ultimi giorni, che l’Italia è un paese pieno di divieti. Alcuni intelligenti e dovuti, altri che non si capisce bene come siano potuti essere stati concepiti!
Sarà forse grazie al governo che ci amministra? Sembrerebbe un controsenso, dato che questo governo, per certi versi, è invece molto permissivo… vedi l’ultima trovata di voler permettere agli italiani di ampliare la cubatura delle abitazioni di un buon 20%, dando la possibilità, secondo il nostro magnanimo premier, di poter aggiungere a ogni abitazione “una stanza o due“…. se sul pianerottolo, in cantina, o in balcone non è dato saperlo! Se la metratura è quella, non vedo come si possa ampliarla! Certo, a meno che non si disponga di una villa con 800 mq di giardino…. allora sì che ti puoi costruire “una stanza o due” in più: basta levare un po’ di prato all’inglese e il gioco è fatto!
Mmmm…. sarà malfidata io, ma secondo me, questa proposta nasce solo ed esclusivamente dalla necessità di voler condonare in maniera legale e soprattutto economica (non ci saranno più sanatorie da pagare per mettersi in regola!), chi ha commesso degli abusi edilizi nella propria abitazione. Ma ripeto, magari sono io che sono malfidata! ![]()
Dicevo, che forse questo clima da “divieto di fare questo/ divieto di fare quello” nasce da un governo che manda l’esercito per strada per garantire la sicurezza dei cittadini (anche se forse dovrebbero spiegare a chi di dovere che il pericolo, per gli italiani, è nelle periferie delle città, nelle campagne, nelle zone degradate… non davanti alle ambasciate! Quindi forse l’esercito, posto che serva a qualcosa, non sarebbe meglio mandarlo in queste zone?), che istituisce le ronde (sempre per la sicurezza del cittadino, e ci mancherebbe altro!), che chiede ai medici di denunciare i malati (extracomunitari o no, clandestini o no, chi va in ospedale perchè sta male è prima di tutto una persona che sta male!), che impone una multa a chi si ferma a contrattare con una prostituta (anzi, a sentir loro, dovrebbe anche andare in carcere… lui e la meretrice che accetta la contrattazione!), che impone una visione della legge che “non è uguale per tuttti”, che imbavaglia quei pochi giornalisti seri che sono rimasti in questo paese, etc. etc.
Che, e questa è davvero bellissima!, per impedire che i parlamentari votino anche a nome dei loro colleghi assenti, hanno comprato una macchina che riconosce le impronte digitali di ogni singolo parlamentare sì da impedirgli di fatto di votare anche per gli altri!
Io la trovo una cosa GENIALE!!! Solo noi italiani potevamo arrivare a tanto!
Con questo stupendo macchinario, che è costato un pacco di soldi naturalmente NOSTRI, il deputato non potrà che dare un solo voto: quello legato alle sue impronte digitali che sono state preventivamente registrate. Non è geniale?
Non è geniale che anzichè censurare pesantemente un comportamento FORTEMENTE SCORRETTO da parte di persone che sono PAGATE PROFUMATAMENTE anche per NON COMPORTARSI IN MANIERA SCORRETTA, li si metta solo nella condizione di non farlo più?
Voglio fare un esempio: negli uffici pubblici è severamente vietato (da quel che so) timbrare il cartellino dei tuoi colleghi assenti solo per far figurare che sono in ufficio pur non essendoci. Giusto? E cosa capita al malcapitato che viene trovato con le “mani nella marmellata”? Gli si mette semplicemente una macchina che non consente a lui di timbrare il cartellino di un altro, oppure lo si redarguisce (lui e l’assente ingiustificato) e si intraprende una azione disciplinare nei suoi confronti che può sfociare anche nel licenziamento?
E non è giusto che si prendano provvedimenti di questo genere? Io dico di sì.
E il comportamento dei deputati “pianisti” non è forse lo stesso? Votando per i colleghi assenti non fanno in modo di far spendere soldi all’Italia per pagare diarie che non sarebbero spettanti?
E si prendono forse dei provvedimenti seri e severi per sanzionare pesantemente chi si macchia di un simile comportamento scorretto? Noooo, assolutamente! Si compra, a spese di TUTTI gli italiani (come se i soldi che gli diamo per riscaldare quelle sedie non fossero già abbastanza!), una macchina che fa votare solo in base alle impronte digitali del singolo!
E Fini, e compagnia bella, ne è anche andato orgogliosissimo, manco l’avesse costruito lui l’aggeggio che frena l’attività dei pianisti!
Sarebbe come il genitore che, per evitare che il bambino apra un dato sportello che non dovrebbe aprire, lo chiude con un lucchetto anzichè far capire al bambino CHE QUELLO SPORTELLO NON LO DEVE SEMPLICEMENTE TOCCARE, perchè, toccandolo e contravvenendo agli ordini dei genitori, andrebbe incontro a una sculacciata! Alla faccia dell’autorità genitoriale!
Siamo davvero ridotti a ciò, in Italia?
Comunque, questo è un elenco di alcuni divieti che vigono, ultimamente, in Italia.
- Parco del Gran Paradiso: vietata la raccolta dei frutti di bosco (e ci può anche stare!)
- Ornavasso (Verbania): multa agli artisti che si presentano con un ritardo di più di mezz’ora sul palco del festival locale
- Torino: vietato gettare indumenti nelle piscine. Vietato mangiare e bere per strada a San Salvario
- Chivasso (Torino): il sindaco ha vietato ai minori di 14 anni l’ingresso alle sale dove si proietta il film “Apocalypto”
- Novara: vietato sostare in più di tre persone nei giardini o nei parchi pubblici
- Trezzano sul Naviglio (Milano): vietato imbrattare edifici pubblici o privati. I writers devono ritinteggiare le pareti (sinceramente questo divieto mi trova più che d’accordo!
)
- Verona: vietato fare rumori molesti in casa se si abita in un condominio. Dovrebbe servire per frenare la prostituzione in appartamento (qui invece ci vuole molta fantasia!)
- Voghera: vietato bere e mangiare panini all’aperto. Vietato anche sostare sulle panchine e nei parchi pubblici dopo le 23
- Trento: vietato danneggiare o rubare cartelli che recano messaggi di divieto (chissà cosa ne fanno i ladri di cotanta refurtiva!
)
- Bolzano: vietato fumare nei parchi pubblici e, in tutto l’Alto Adige è vietato calpestare o danneggiare i funghi (ma se uno non può fumare manco nei parchi, dove dovrebbe farlo? E lo dico da non fumatrice!
)
- Cittadella (Padova): non si ha diritto alla residenza se non si dimostra di avere un reddito minimo di sopravvivenza pari a 5.000 euro
- Padova: vietato il gioco di abilità delle tre carte o delle tre campane
- Azzano Decimo (Pordenone): vietato circolare con il burqa
- Livraga (Lodi): vietato l’uso dei camper in assetto di abitazione. E’ una norma antirom
- Venezia: vietato trasportare merce in borsoni sacchetti di plastica e simili. Vietato anche dare da mangiare ai piccioni (la storia dei sacchetti di plastica, borsoni etc., non l’ho capita!
)
- Eraclea (Venezia): vietato raccogliere conchiglie e fare castelli di sabbia
- Genova: vietata la vendita degli alcolici dopo le 22 nelle strade del centro storico
- Milano: dal 1998 è in vigore un’ordinanza basata sul codice della strada grazie alla quale sono stati sanzionati sinora più di 20.000 clienti delle prostitute
- Trieste: sanzione fino a 500 euro per chi orina per strada (curiosità: a orinare per strada, immagino, che siano soprattutto gli immigrati e i barboni… notoriamente persone che non navigano nell’oro. Posto che vengano sanzionati, e mi può anche stare bene, la domanda sorge spontanea: ma se non hanno soldi, come mai faranno a pagare le multe????)
- Vicenza: vietato sedersi sulle panchine se si ha meno di 70 anni (ahahhahahahahahah! Giuro, questa mi ha fatto sbellicare! E’ bellissima!!!!
)
- Brescia: fino a 500 euro di multa per le prostitute e i clienti che si fermano a concordare prestazioni sessuali
- Bologna: vietato farsi un piercing su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse (come si può notare, la mania dei divieti è veramente trasversale!
)
- Lucca: vietato aprire locali di etnie diverse nel centro storico. E’ la cosiddetta “guerra al kebab”
- Roma: vietato, dopo l’una di notte, mangiare gelati, cornetti caldi, pizza e pane fresco per la chiusura di tutti i laboratori artigiani
- Firenze: vietato trasportare merci in borsoni sacchetti di plastica e simili (aridaje!!!)
- Viareggio: non si possono mettere i piedi sulle panchine
- Forte dei Marmi: vietato tagliare l’erba nelle ore pomeridiane e nei weekend (chissà come mai, proprio in questi giorni no! Mah!
)
- Parma: sanzioni fino a 500 euro per episodi di bullismo
- Perugia: è vietato vendere bevande in bottiglie di vetro dopo le ore 20
- Rimini: vietati i massaggi in spiaggia. Vale per tutta la costa romagnola
- Napoli: vietato fumare nei parchi pubblici (vale il commento su Bolzano…
)
- Eboli (Salerno): vietate le effusioni amorose in automobile. Baci compresi
- Positano: vietato indossare gli zoccoli
- Capri: vietato sedersi sulle scalette della piazzetta
- Salerno: è vietato ai non residenti lasciare i propri rifiuti nei cassonetti del Comune (mi immagino gli scanner a ogni cassonetto che rileva le impronte digitali dei residenti per distinguerli dai non residenti
)
- Palermo: divieto di bivacco su tutto il territorio comunale
Ecco questi sono i divieti più curiosi. Alcuni, come dicevo, sono condivisibili, ma altri…. per carità!
Comunque, questa è l’Italia e bella o non bella, così ce la dobbiamo tenere!
Appello
venerdì, marzo 6th, 2009Messaggio del Senatore Marino
Carissima/o,
Ti scrivo per chiederti un piccolo sforzo per una importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l’ultima parola. Qual è allora l’utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario della nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all’assistenza ai disabili, alla terapia del dolore.
Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l’appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere.
Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l’appello per il diritto alla libertà di cura sul sito
http://www.appellotestamentobiologico.it/
e grazie perché abbiamo già aggiunto quasi 100.000 firme!
Ignazio Marino
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