Riforma e riformare
mercoledì, ottobre 29th, 2008Leggo dal vocabolario Zingarelli che il significato della parola “riforma” è il seguente: “Atto, effetto del riformare per dare un ordine
nuovo e migliore, per trasformare una situazione, una società e simili: es. entra in vigore la – elettorale; studiare la – dell’insegnamento universitario | Legge che cambia profondamente le strutture di una Società” (continua parlando dei militari riformati e delle riforma dei protestanti, ma dal momento che non sono questi gli argomenti di cui volevo trattare, non li trascrivo).
“Riformare“: “Formare di nuovo | Dare nuova forma, allo scopo di migliorare, rinnovare, riordinare qualcosa; es. – lo Stato; – una legge; – la società“.
Se consideriamo questa interpretazione letterale del termine, allora la cosiddetta riforma Gelmini, non è una riforma. O almeno, non lo è nella parte in cui si ritorna al passato: maestro unico (o prevalente, si mettessero d’accordo sui termini, onde evitare confusione negli utenti!), grembiulino a scuola, voto in condotta [ma perchè non ritornare anche alle bacchettate sulle mani agli alunni indisciplinati, o alle orecchie d'asino dietro la lavagna? Se riforma deve essere, che sia almeno completa!
].
Personalmente, io non ho niente in contrario a queste, chiamiamole novità, introdotte dal tanto discusso decreto sulla scuola… non le giudico nè migliori nè peggiori della situazione preesistente…. semplicemente le considero inutili.
Se si vuole reintrodurre il mestro unico, o prevalente che dir si voglia, bisognerebbe cambiare i programmi didattici di questi ultimi anni. Io ho avuto la maestra unica, e mi sono trovata da Dio, lo ammetto, ma il suo compito durante le “mie” elementari, era solo quello di insegnarci a leggere, a scrivere e a far di conto. In teoria avrebbe anche dovuto farci fare ginnastica e recite di Natale, Pasqua e per la festa di mamma e papà [la religione no, per l'ora di religione veniva il parrocco
], ma la palestra l’ho vista, in 5 anni di scuola, sì e no 3 volte, e le recite si riducevano a quella per Natale e un qualche, imprecisato, fine anno. Un solo maestro per fare queste cose è decisamente più che sufficiente.
I bambini d’oggi, invece, non si limitano a dover imparare semplicemente a leggere, scrivere e far di conto! Sono rimasta sconvolta un giorno che decisi di aiutare un mio nipotino con i compiti a casa…. doveva studiare gli insiemi. Gli INSIEMI!!!! Un argomento che io ho affrontato in quarta superiore! Parlandone con mia sorella scopro che lei li ha dovuti affrontare in prima… sì, ma in prima LICEO SCIENTIFICO, e il mio nipotino all’epoca era in prima ELEMENTARE!
Io sinceramente non riesco a vedermela la mia maestra di allora che spiega a noi gli INSIEMI!
Ergo, se vuoi far ritornare il maestro unico/prevalente, forse dovresti anche tornare ai programmi che c’erano all’epoca del maestro unico, altrimenti come fai a seguire i ragazzini?
Voglio sorvolare sul fatto del tempo prolungato… alla mia epoca non c’era. Io facevo le mie brave 4 ore e poi a casa! Se vogliamo fare un autentico back to the past, allora dovremmo anche “abolire” il tempo prolungato, con buona pace di quelle mamme che non possono permettersi di restare a casa a seguire i figli perchè costrette dalla “congiuntura negativa” a mettersi a lavorare, che non hanno nonni, nonne o zie magnanime che si occupino dei pargoli al posto loro e che non si possono permettere una baby sitter. Ripeto, non entro nel merito.
Il voto in condotta è ancora più, se possibile, inutile… non giusto o sbagliato, si badi bene, soltanto inutile.
Scopo precipuo della reintroduzione di questo voto (che tra l’altro fa media con gli altri) è combattere il fenomeno del bullismo nelle scuole.
Mi ricorda l’altro disegno di legge atto a estirpare la piaga della prostituzione dalle strade: multe a gogo’ alle prostitute e financo ai clienti. Come dire: voler pescare un tonno con un retino per pesci rossi, ugualeuguale!
Che scuole ha frequentato la Gelmini? Nella sua scuola non c’erano i bulli? Nella mia sì, e c’era anche il voto in condotta che non ha mai, e ripeto mai, fatto pentire alcun bullo del suo atteggiamento da bullo, appunto!
La frase mantra del bullismo della mia epoca, era: “ti aspetto fuori!”. Tre semplici paroline che bastavano a far tremare come foglie al vento qualsiasi studente. E regolarmente, fuori, il malcapitato veniva gonfiato come una zampogna!
I bulli ci sono, ci sono sempre stati, e sempre ci saranno… soltanto che un tempo, per non incorrere nelle sanzioni che la scuola metteva in atto per frenare certi atteggiamenti e per evitare il famigerato 5 in condotta, si faceva tutto fuori le mure scolastiche…. Mi sorge un dubbio: non è che, così come la prostituzione in casa è tollerata mentre offende la morale se è sotto gli occhi di tutti in una strada, piazza, etc. etc., allo stesso modo il bullismo è tollerato se praticato “fuori” dalle pareti scolastiche mentre invece è indecoroso se perpetrato all’interno delle stesse?
Oltretutto, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione quando si parla di bullismo… non è affatto vero che oggi i ragazzini siano più bulli di un tempo, è vero che gli atti di bullismo oggi sono più visibili di un tempo.
Alla mia epoca non c’erano i telefonini che facevano anche i filmati, non c’era internet e non c’era youtube.
Se oggi questi fenomeni di “bullismo” sembra che conoscano una recrudescenza è solo perchè sono sotto gli occhi di tutti. Un tempo no.
Vuoi fermare il bullismo con il 7 o 5 in condotta quando anche i genitori si schierano dalla parte dei figli, contro gli insegnanti e la scuola, anche quando sono palesemente colpevoli?
Tralasciando recenti fatti di cronaca [professori e presidi pestati dai genitori del ragazzo che aveva preso un brutto voto o che si era visto requisito il telefonino], un paio di giorni fa mi è capitato di sentire il dialogo tra due amiche, nel quale una delle due si lamentava con l’altra della comunicazione che la maestra del figlio le aveva fatto recapitare a casa: in quella comunicazione, le chiedeva di prendere provvedimenti affinchè il pargolo smettesse di masticare chewing gum durate la lezione. Apriti cielo! La signora era scandalizzatissima! “Ma come?“ diceva alzando anche di un paio di ottave la voce, “posso capire se si fosse comportato male, se le avesse mancato di rispetto, se fosse stato maleducato… ma per una cingomma?” Come se masticare una gomma americana mentre una persona cerca di farti lezione non fosse un comportamento maleducato! Ha continuato ribadendo che “se le avesse parlato male, se fosse stato maleducato, avrei anche preso provvedimenti, ma per una cingomma no!” Tradotto in cifre, significa che la signora ha bellamente ignorato la richiesta della maestra giudicando il comportamento dell’erede non sufficientemente “maleducato“.
Dove si vuole andare a parare, cosa si vuole colpire, se i ragazzi di oggi sono spalleggiati in tutto ciò che fanno dai genitori?
Forse il 7 in condotta se lo meriterebbero più certi genitori, che i figli, vittime soprattutto di un’educazione sbagliata e eccessivamente iperprotettiva.
E’ per questo motivo che trovo queste “riforme” inutili.
Domani ci sarà una grande manifestazione in tutta Italia, degli studenti di superiori e università. Si è detto che queste manifestazioni e queste proteste nascono principalmente dalla cattiva informazione che si è data della riforma. E questo della disinformazione è sempre il coperchio buono per tutte le pentole. E’ vero che gli scioperi e le manifestazioni, nelle scuole, ci sono sempre stati [anche io, modestamente, avevo il mio principale obiettivo mella mitica Falcucci, all'epoca in cui studiavo!
], ma accusare questi ragazzi [e non solo!] di essere disinformati mi sembra davvero voler a tutti i costi perdere di vista la realtà… e per di più in malafede!

