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Forse è un problema di senilità!

martedì, luglio 27th, 2010

Voglio riportare un illuminante articolo di Carlo Bertani, a proposito del nucleare e della proposta dell’oncologo, nonchè senatore del PD, Umberto Veronesi di occupare una posizione prestigiosa nella nuova “corsa” all’atomo che questo munifico governo chi ha “promesso”.
Ho già parlato di cosa penso io di un
ritorno al nucleare in Italia, ergo sorvolo sulle mie considerazioni personali, dico solo che questo articolo riporta paro-paro quello che è il mio pensiero… soltando che è scritto decisamente meglio di come lo scriverei io! :-)

Pierangelo Bertoli – Eppure il vento soffia ancora

CI VUOLE UN BEL CORAGGIO

Nulla è più triste a vedersi di un giovane pessimista, eccetto un vecchio ottimista.”
Mark Twain 
[che poi, utilizzare una massima di Mark Twain - che io a-d-o-r-o! - come apertura dell'articolo, me lo fa sembrare ancora più bello, l'articolo dico! :-) ]

Se l’ennesima querelle estiva della politica italiota fosse soltanto il comune “salto della barricata”, non ci sarebbe troppo da stupirsi: è lo sport più praticato nel Belpaese.
L’unico “bene” che l’Italia sa riciclare sono i politici: la monnezza no, non fa notizia, la lasciamo ai posteri.
Sicché, quando abbiamo letto che il prof. Umberto Veronesi sta meditando d’accettare una poltrona di una certa importanza, niente po’ po’ di meno che da Sua Sultanaggine Silvio I da Arcore, la cosa più di tanto non ci ha strapazzato le budella: uno più, uno meno…
Nemmeno la “rampogna”, subito emessa dal segretario del Politburo Pidieddino Bersanowskj, ci ha stupito: fa parte del gioco rampognare – ma con delicatezza, si tratta pur sempre di un luminare della medicina e…
s’am vegn an chencher? – chi lascia la vecchia via per la nuova, i “traditori”, eccetera…

Siamo venuti così a sapere che, l’esimio professore, ha una poltrona senatoriale PD senza nemmeno essere iscritto al partito! Grillo era iscritto e non l’hanno lasciato partecipare alle primarie, questo non è nemmeno iscritto e diventa senatore…che strano partito questo PD, non finisce mai di stupire…
A dire il vero, la “poltrona” offerta da Berlusconi ci potrebbe anche stare: siccome si tratta del ruolo di controllo per le future (a quando? Mah…) attività nucleari italiane, verrebbe da dire che si tratta di una “cortesia” istituzionale. Un po’ come il controllo dei servizi segreti, che spetta per tradizione all’opposizione: Berlusconi fa le centrali e Veronesi, in conto PD, controlla. Ma non è così.

La cosa non quadra perché Veronesi non è minimamente critico nei confronti del nucleare, è entusiasta!

Chiariamo che non è necessario essere degli adoratori del sole per essere ferocemente contrari al nucleare: si può accettare il nucleare come il male minore, esprimendo però tutte le cautele e le critiche del caso. Una posizione che potrebbe ricordare quella di Carlo Rubbia.
Invece, il nostro arzillo gran dottore, non ha il minimo dubbio: è così, naif, proprio come Minzolini è “direttorone”, Veronesi s’appresta a diventare “professorone” nella squadra del Banana.
E’ addirittura pronto a lasciare la poltrona di senatore (vedremo…) pur di partecipare alla Gran Lotteria dell’Atomo, il maestoso gratta e vinci per tutte le tasche (dorate) che dovrebbe andare in onda dopo i vari G8, il terremoto, la “Protezione Civile s.p.a.” (terminata con un aborto procurato), le case al Colosseo e tutta la gran cagnara alla quale assistiamo da troppi anni.
Quel che fa spisciazzare dalle risate, sono le motivazioni addotte per l’adesione: una serie di metastasi para-scientifiche spacciate per il Verbo Divino. Cominciamo dall’inizio.
Anzitutto, herr professor afferma:

“Mi affascina il pensiero che un neutrone scagliato contro un atomo di uranio possa far scaturire una quantità di energia così gigantesca da risolvere buona parte del fabbisogno energetico del mondo.”

Liquidando la faccenda sotto il solo profilo della “fascinazione”, si potrebbe ricordare che 200.000 giapponesi lo furono prima di lui, ma sarebbe scorretto perché Veronesi si riferisce agli aspetti civili. Meno male: non vorremmo ritrovarci, domani, la reincarnazione di Oppenheimer che sorveglia le attività nucleari.

Già che siamo nel girone del “fascino” e della reincarnazione, anche nella mia famiglia siamo rimasti gioiosamente stupiti quando un colombo ha deciso d’abitare – in piena Estate – nel locale caldaia. Esce in cortile, s’accuccia nel vaso del prezzemolo e, quando lo scacci, torna vicino alla caldaia con l’aria offesa, quella dell’onor ferito. A volte, invece, entra dal balcone e si sistema direttamente in cucina: t’osserva con aria di sufficienza e tuba. Mah…
Io l’ho chiamato “ Il Colombo Jonathan Livingstone”, mentre mia moglie è convinta che sia la reincarnazione di Danny – il nostro gatto, che amava spiare i piccioni appollaiato sopra il frigorifero – il quale è sparito misteriosamente qualche mese fa, in completa assenza di vicentini nelle nostre contrade.
Si può rimanere “affascinati” da un piccione il quale, ostinatamente, vuole vivere in famiglia e non partecipare alle comuni attività di volo di squadra con i suoi compagni: non per questo, però, mia moglie ha chiesto la presidenza della Protezione Animali!
Passiamo oltre la prima giustificazione – potremmo classificarla di tipo “filosofico”? Mah… – e veniamo a quelle più pratiche.

La prima, incontrovertibile verità “veronese” – e se fosse, invece, un vicentino mascherato che s’è mangiato Danny? – è che l’attività nucleare “libera” l’uomo dalla schiavitù energetica.
Che l’atomo produca energia è incontrovertibile, peccato però che nessuno ci punti più molto: forse, l’esimio professore, non sa che gli ultimi vent’anni sono stati i più fortunati per l’industria elettro-nucleare.
Il “miracolo” avvenne grazie agli accordi SALT, mediante i quali gli USA e l’URSS/Russia si liberarono di una gran quantità di ferrivecchi degli anni ’50, e l’Uranio ricavato venne messo in vendita per le attività civili.
Non fu amorevole adorazione della pace, bensì una misera storia di convenienza economica: le testate degli anni ’50 erano singole, ossia ogni missile ne portava solo una a destinazione.
Oggi, con il progredire (sic!) della scienza e della tecnologia, è possibile raggruppare in un solo missile più testate (vengono definite “veicoli di rientro”), così un solo missile viene lanciato – poniamo – sull’Italia. In seguito, fuori dell’atmosfera, 12 veicoli di rientro si staccano e portano ciascuno la sua bombetta sulla città prescelta: Torino, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Ancona, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo e Cagliari.
Con un solo missile, l’Italia è belle che fritta! Vuoi mettere il risparmio?

Oggi, quel bengodi è terminato per molte ragioni: per prima cosa quegli arsenali desueti (che rappresentavano un costo) sono stati eliminati, in seconda battuta non circola più molta “aria” di disarmo nucleare. Anzi.
La chiusura dell’hard discount nucleare ha condotto il mercato alle origini, ossia a rifornirsi dai giacimenti d’Uranio, le miniere. E, il prezzo, ha iniziato a salire vertiginosamente.
Il prezzo dell’Uranio – dobbiamo precisare – non è così determinante ai fini del costo finale del singolo KWh, giacché i costi (altissimi) sono da ricercare nella costruzione delle centrali, dei reattori e di tutto l’ambaradan che c’è appresso. Determina solo una frazione del costo finale, intorno al 15%: certo, se il prezzo dell’Uranio continuasse ad aumentare a questi ritmi…
L’IEA stima che ci sarà Uranio a prezzi “paragonabili” a quelli attuali per circa 40 anni, poi altri 40 a prezzi “molto diversi”. Quanto? Mah…il fatto è che il prezzo dell’Uranio aumenta come un’iperbole già oggi. Ah, dimenticavamo: e dopo i 40+40 anni? Fine dell’Uranio.
Le previsioni dell’IEA, però, non tengono conto di possibili “impennate” della richiesta – la Cina, ad esempio, ma anche l’Iran e la Francia che non molla di un centimetro sul nucleare – e le previsioni sono quindi molto aleatorie, da prendere con le molle.

Sia come sia, però, negli USA da un paio d’anni la produzione elettrica di fonte eolica ha superato quella di fonte nucleare: attenzione, non la potenza installata, l’energia effettivamente prodotta.
Lo diciamo piano, per non infrangere l’emozione che il professore sta gustando: in ogni modo, quando andrà a sedersi sull’ambita poltrona, potrà chiedere tutte le delucidazioni del caso, sull’eolico, a Denis Verdini e ad Ugo Cappellacci, nonché a Flavio Carboni. A quel punto, saranno tutti suoi “compagni di mer…” pardon, “di cordata”.

Il secondo “fascino” dal quale Veronesi è stato accalappiato è la fine delle guerre per l’energia: basta, maledetto petrolio, hai già succhiato troppo sangue nel Pianeta! Ne è pienamente convinto: non è uno scherzo!
Con tutte le cose che ha da fare Veronesi – medico, ricercatore, senatore, uomo politico – di tempo per informarsi gliene rimarrà poco: niente paura, provvediamo noi per lui.
Certamente sarà all’oscuro di quanto sta avvenendo nel Niger e nelle aree limitrofe, dove la cupidigia “nucleare” francese sta causando una catastrofe umanitaria: decine di migliaia di persone sono in fuga da quelle aree – li ritroveremo fra qualche mese sui barconi – perché i francesi sono stati un po’ troppo “spicci” nelle procedure d’estrazione. Riportiamo un breve estratto dell’articolo/denuncia di Greenpeace:

“in 40 anni di attività, 270 miliardi di litri di acqua sono stati utilizzati nelle miniere, contaminando e impoverendo la falda acquifera…le detonazioni e le trivellazioni in miniera causano enormi nuvole di polvere, montagne di rifiuti industriali e enormi mucchi di fango rimangono esposti all’aria aperta…la concentrazione di uranio…nei pressi della miniera sotterranea di Akokan è risultato circa 100 volte superiore ai livelli normali nella regione…per le strade di Akokan…500 volte superiore al fondo naturale…i tassi di mortalità legati a problemi respiratori nelle zone delle miniere sono il doppio di quelli del resto del Paese…”

Cosa racconta alla sua coscienza di medico, Veronesi, questo quadro apocalittico, nel quale popolazioni ignare sono state precipitate come in un girone infernale, soltanto per consentire alla gente “affascinata” come lei di sognare un mondo “ripulito” dalle petroliere?
Si rende conto che il suo “sogno” è pagato – da sempre – dall’Africa? In Congo, Sudafrica…mille guerre dimenticate per l’Oro, i diamanti i metalli rari e sempre lui, Mister Uranio, il più “effervescente” fra i suoi fratelli.
Nello Zimbabwe viene scoperto un consistente giacimento d’Uranio e, subito, parte un “copione” che già abbiamo visto in atto per l’Iraq: il presidente Mugabe non è gradito alle diplomazie europee ed americane…cosa le fa immaginare una situazione del genere, tanto Uranio in un Paese povero dell’Africa?

Lei si picca d’essere un umanista, uno studioso. Bene. Provi a riflettere su questo semplicissimo assioma: in un pianeta X decidono di ricavare il fabbisogno energetico da fonti finite, e le fonti sono distribuite in modo eterogeneo nel pianeta stesso.
Oggi lo chiamano carbone, domani petrolio e dopodomani Uranio e…tutti li vogliono! Cosa succede?
Non continuiamo per non offendere la sua intelligenza.

C’è poi il capitolo “sicurezza”, sul quale lei ricorda che il rischio per la salute è “ormai vicino allo zero”.
Dottore, dottore…lei si ritiene uno scienziato…va bene…ma la Medicina – ci permettiamo di ricordarlo – non è una Scienza esatta e, quel “vicino” allo zero, non è zero. Al massimo, un limite che tende a zero, che non è zero.
L’unica grande catastrofe nucleare fu Chernobyl ma, negli anni successivi, c’è stato uno stillicidio d’incidenti, alcuni mortali, in tutto il mondo “nucleare”, dalla Francia al Giappone, dalla Slovenia agli USA.

Lei, con l’andazzo italiano d’assegnare poltrone dirigenziali, presidenze di commissioni, istituti di controllo e via discorrendo con il sistema, ben noto, del Manuale Cancelli, si fida del nucleare “italiano”? Ci mette la mano sul fuo…pardon, sul reattore?
E se il prescelto a dirigere una centrale fosse – poniamo, pura ipotesi “di scuola”, i nomi citati sono di pura fantasia – il nipote di Scagliola, che ha sposato la cugina di Dalemme, mentre in prime nozze era sposato con la figlia di Bottiglione? Saremmo certi delle sue competenze? Potremmo dormire sogni tranquilli?
Non succedono mai queste cose, no, siamo solo dei malpensanti.

Già, dice lei, ma al nucleare non ci sono alternative.
Ancora una volta, lei è poco informato: erano più informati di lei i suoi (probabili) futuri “compagni di viaggio” come Verdini & Company, i quali – mentre il loro governo smazzava centrali nucleari ai quattro venti – proprio sul vento cercavano di far soldi (e tangenti). Quella gente sa benissimo cosa può rendere in campo energetico, e se ne fregano se la fonte è tradizionale o rinnovabile: l’unico obiettivo è il denaro.
Per questa ragione, più volte abbiamo proposto – documentando accuratamente il progetto – un eolico pubblico, con destinazione sociale degli utili. Già, ma lei è “affascinato” dai neutroni che si scontrano, come all’autoscontro del Luna Park che frequentava quando era giovanotto.

C’è poi un’altra critica alle energie rinnovabili:
“Per il solare ritengo sia necessaria una politica di grandi investimenti nella ricerca oggi non attuabile. Le potenzialità del solare sono molto elevate, ma la tecnologia è in ritardo e i soldi per accelerarla non ci sono.”

Qui, caro professore, ci sembra che lei stia inviando più che altro un “pizzino” a qualcuno che non è proprio d’accordo con lei, qualcuno che sta dimostrando proprio il contrario. Qualcuno che lo sta realizzando lontano dall’Italia, in Spagna, proprio perché la coalizione politica alla quale s’appresta a fornire i suoi servigi lo cacciò dalla presidenza dell’ENEA nel 2004.
Ed è un qualcuno che ha pure, nel suo carnet, un premio Nobel.

Sicuro, professore, che in questa sua decisione non si sia intrufolato un diavoletto bizzoso, il quale le ha detto, pressappoco: «Ma che sfiga…Rubbia, la Montalcini e Dulbecco hanno vinto il Nobel…io ho oramai 85 anni e non lo vincerò più…in tanti mi hanno proposto e invece…ciccia! Che sfiga, maledizione…ma adesso gliela faccio vedere…»

Per una volta, ci sembra di poterci associare ai “consigli” che le ha dato Bersani – il quale, precisiamo, sul nucleare non è proprio di una chiarezza adamantina, sembra il Papa quando parla di pedofilia dei preti – ma, in questo caso, riteniamo che farebbe meglio a seguire i consigli del suo non-segretario.

A 85 anni suonati, professore, riteniamo che possa accontentarsi della carriera e dei risultati che ha raggiunto: lasci perdere cose più grandi e, soprattutto, più “giovani” di lei.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/07/ci-vuole-un-bel-coraggio.html
26.07.2010 

 [L'articolo è pieno di riferimenti alle citazioni delle fonti, che io qui ho omesso, altrimenti non ne uscivo più! Ma per chi fosse interessato consiglio di leggere il post nel blog originario così avrà tutti i riferimenti visualizzabili! ;-)

 

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Morire di pace

martedì, maggio 18th, 2010

Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio sono gli ultimi due soldati italiani (in ordine cronologico) che sono morti in Afghanistan.

Cosa penso io di questa cosiddetta missione di pace l’ho già detto e non voglio ribadirlo.
Cosa penso io del fatto che se sei un soldato e se vai in una zona di guerra devi mettere in conto anche, purtroppo, che potresti non tornare più a casa, l’ho già abbondantemente disquisito e non voglio ripetermi.

Qui voglio solo riportare le dichiarazioni dei nostri politici all’ennesima notizia della morte di nostri connazionali in quel dell’Afghanistan:

Berlusconi: La nostra missione in Afghanistan è di straordinaria importanza per la stabilità e la pacificazione di un’area strategica” [mia piccola considerazione a margine: ma "strategica" per chi????]

Frattini: La nostra è una missione di pace fondamentale che continuerà per la nostra sicurezza e per il bene del popolo afghano” [sempre considerazione mia: ma il popolo afghano te l'ha forse chiesto?]

La Russa: “E’ una missione per la sicurezza e per la pace a casa nostra. Il rischio è connesso alla sua importanza. Non prenderemo decisioni unilaterali” [considerazione personale: ma il rischio chi è che lo dovrebbe correre?]

Bossi (rispondendo a una affermazione di Calderoli che si è posto il dubbio se “questi sacrifici di vite umane servano“): “Non possiamo scappare, andarsene sa soli sarebbe una fuga” [idem: ma il Trota ce lo manderebbe lui in missione in Afghanistan?]

Cosa c’è che accomuna tutte queste affermazioni?
Io l’ho trovata, la cosa comune, ed è l’uso [a sproposito?]  che si fa della parola “noi”/ “nostro”.
Ma noi de che?
Ma nostro di cosa? 
“La nostra missione di pace”
“La nostra sicurezza”
“Noi non prenderemo decisioni [....]”
“Noi non possiamo scappare [....] “

Ma perchè, ci sono forse lorsignori in quel teatro di guerra?  Ci sono i loro congiunti?
No.
Si dice che sia “necessario“, che queste missioni contribuiranno a portare pace e  serenità, a noi prima di tutto, e poi faremo anche un po’ il bene del popolo afghano… in fondo che cosa sono trent’anni di occupazione straniera, sotto diverse bandiere, ma sempre straniera è!; e va bene, facciamo finta che siano necessarie… ma, almeno, possiamo avere la decenza di chiamarle col loro nome… per piacere!!!!!!!

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Allora lo fanno apposta!

martedì, aprile 20th, 2010

E non mi si venga a dire che io ce l’ho con la chiesa (il minuscolo è voluto), e si badi bene, ho detto “chiesa”, non “Dio”, “Gesù” o santi vari.
Non penso affatto di poter essere tacciata di essere blasfema. Anche perché la chiesa ci riesce benissimo da sola a spalarsi addosso tanta di quel “materiale organico” che la metà basterebbe.

Oltre allo scandalo dei preti pedofili; oltre al primato di essere l’unica “monarchia assoluta” nel mondo occidentale; oltre a possedere una delle banche più ricche del pianeta; oltre a mettere becco, naso, e mani in ogni affare politico di uno stato sovrano (e laico) quale dovrebbe essere quello italiano…. dicevo, oltre a tutto ciò, può pregiarsi di un altro record: anche la legge “divina” per alcune persone è più uguale che per le altre.

Altrimenti come spiegare perchè a detti personaggi, che hanno, rispettivamente, un matrimonio, un divorzio e un altro matrimonio alle spalle è consentito avvicinarsi al sacramento della comunione?
Ora, ammetto che io è da parecchio temo che non frequento più le chiese per seguire la messa con tutti i suoi annessi e connessi, però, se la memoria non mi inganna e se nel frattempo non sono cambiate le regole, ricordo che era tassativamente vietato dare la comunione a persone che avevano un divorzio e un nuovo matrimonio.

Come mai al nostro presdelcons è consentito invece? Non ha forse divorziato dalla prima moglie? Moglie con la quale aveva contratto regolare matrimonio civile e religioso? E non ha forse vissuto “more uxorio” (per la chiesa ovviamente!) con la seconda moglie?
Non era anche lui un peccatore, che stata vivendo una situazione di concubinaggio che la chiesa mal tollera, e che per la quale ha istituito la “punizione” di non somministrare i sacramenti?
Queste foto allora le vorrei fortemente capire.
comunione berlusconi2
comunione berlusconi1Una è stata scattata dieci anni fa, al funerale di Craxi, e l’altra, molto più recentemente, al funerale di Raimondo Vianello…. ora, o i funerali ispirano in maniera particolare i sacerdoti che si trovano un Berlusconi in fila per ricevere l’ostia consacrata, oppure il nostro bel tomo la comunione la fa tutte le sante volte che gli gira in testa di farla, solo che non ci sono fotocamere ad immortalare l’evento.

Queste cose mi fanno girare le palle. E mi portano a pensare ancora tutto il male possibile di una chiesa ipocrita e bigotta, servile con i potenti e arrogante con i poveri diavoli!

Perchè mi girano le palle? Perchè quando mia madre era ricoverata in ospedale, ricordo che a pochi passi di distanza dalla sua camera c’era ricoverata una signora, una giovane signora di 35 anni (circa), sposata e con due bambine piccole. Questa signora era alla fase terminale di un tumore allo stomaco.
Quando ha capito che i suoi giorni erano contati ha chiesto, come ultimo desiderio prima di morire, che le venisse somministrata la comunione, dato che era da quando si era sposata che lei, cattolica convinta e praticante, non la faceva perchè per la chiesa era una “peccatrice”!
E qual era il peccato di quella donna? Era sposata con un uomo “divorziato”… ebbene sì: il suo peccato gravissimo, il suo crimine spaventoso era quello di avere amato un uomo che secondo la chiesa non poteva essere suo.
La sua unica colpa era quella di amare un uomo sbagliato…. ma, io mi chiedo, da quando amare è una colpa? Come può AMARE essere considerato una colpa????
Sta di fatto che la comunione a questa donna non venne impartita… il cappellano dell’ospedale si è categoricamente rifiutato di somministrargliela perchè la povera donna viveva nel peccato. E così è morta senza che il suo ultimo, patetico e disperato, desiderio venisse esaudito…. Cosa che non è mai accaduta nel corso dei millenni: quando mai non è stato esaudito l’ultimo desiderio di un condannato a morte?

La ricordo ancora mentre si trascinava per i corridoi dell’ospedale portandosi appresso il tubo con la flebo che era diventato il solo cibo che potesse darle nutrimento, dato che la neoplasia allo stomaco
non le permetteva di nutrirsi come tutti… mentre cercava di farsi forza quando abbracciava le sue bambine… e ho pensato che deve essere stato devastante per lei sapere che stava lasciando questa terra senza essere venuta a patti coi suoi sensi di colpa!
A quella povera donna la comunione è stata negata, e a quella faccia di tolla del nostro premier gli è stata somministrata come se niente fosse!!!! E magari manco ci tiene come ci teneva quella giovane donna!!!!!!!!
E sono arrabbiata, sono indignata, sono inviperita per la PALESE ingiustizia di cui questa miserevole chiesa si è di nuovo resa protagonista!

Oltretutto, proprio a proposito di queste “censure” per i divorziati e per chi si accompagna ad un divorziato, in una delle ultime prediche che ho ascoltato, quando ancora frequentavo quei sepolcri imbiancati delle chiese, ricordo il sacerdote dire che, per carità, non è che fosse proibito per un divorziato/a prendere una nuova moglie/marito…  potevano farlo, solo però che per poter accedere ai sacramenti il rapporto tra le due persone doveva essere improntato alla convivenza come se fossero fratelli e sorelle…. in parole povere, un cattolico può anche vivere sotto lo stesso tetto con un’altra persona, però, i due, devono astenersi dall’avere rapporti sessuali!
Chi è che ha detto che la chiesa cattolica non è sessuofoba?
Direi che se il prete che ha detto ’ste cose non se le è inventate di sana pianta (ma non vedo che motivo avrebbe avuto a inventarsi una cosa del genere!), questa è la dimostrazione lampante che alla chiesa che si infranga il voto matrimoniale non gliene frega un’emerita cippa: la cosa che le preme è che, poi, non si riprenda a fare sesso con altre persone… in tal caso la comunione gli può essere tranquillamente impartita.
Se invece siamo in presenza di coppia con una normale vita sessuale, allora nisba! Niente comunione… così imparate a fornicare con persone che non sono quelle cui avete giurato davanti all’altare di amare per sempre (come se esistesse una qualsivoglia cosa che possa durare “per sempre”!!!).

Posto che il sacerdote che ho sentito fare queste affermazione non fosse uno squilibrato, che non si fosse fumato, prima della messa, anche l’impossibile, posto anche che nel frattempo le regole sono cambiate… ma se ciò che quell’uomo ha detto durante la predica domenicale corrisponde al vero allora perchè a quella donna che ho menzionato poc’anzi la comunione non è stata impartita?
Quella donna ha passato gli ultimi anni della sua vita dentro un ospedale, non poteva mangiare, doveva sottostare a cicli terapeutici che avrebbero steso un cavallo, era arrivata alla fase terminale del suo tumore… ma quando accidenti gli ha avuti ’sti cavoli di rapporti sessuali col marito, quella povera donna?????? Tra un ciclo di chemioterapia e l’altro? Tra un cambio della flebo e l’altro? Tra un pensiero di morte imminente e l’altro? Tra la consapevolezza che non avrebbe visto crescere le sue creature e la ricerca del modo migliore per dire loro addio? Quando, mi piacerebbe chiedere a quel prete, quando quella donna non è stata “degna” di ricevere la comunione?
E, di riflesso, mi piacerebbe poter chiedere a quei sacerdoti che invece la comunione l’hanno impartita all’unto, quando egli ne è stato degno? Cos’ha fatto, lui, di più nobile rispetto a quella donna per meritare di essere degno di una cosa per la quale quella donna non lo era?

Apro anche una piccola parentesi su una faccenda personale…. lo stesso prete di cui ho parlato sinora (il cappellano dell’ospedale) è stato anche colui che non ha impartito a mia madre l’estrema unzione (che, mi dicono essere un sacramento pur’esso!), pur essendogli stata richiesta più volte perchè mia madre ha avuto il cattivo gusto di morire alle tre del pomeriggio, proprio mentre lui era affacendato nella sua pennichella pomeridiana. Ecchediamine! Poteva anche avere l’accortezza, mia mamma, di morire di mattina o di sera, quando lui sarebbe stato “in servizio”, mica proprio quando lui aveva appena smontato!
E meno male che non era una cosa (la faccenda dell’estrema unzione, dico….) alla quale tenevamo chissà come, altrimenti!!!!!!!

C’è da meravigliarsi, alla luce di questi fatti, se poi io mi sono allontanata dalla chiesa e da tutto il suo cocuzzaro vaticanese e affini?

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