Vacanza!!!!
domenica, agosto 22nd, 2010
Sono finalmente in ferie (non VEDEVO L’ORA!!!!
), e finora non ho fatto un’emerita cippa!
A parte sopportare i muratori in casa e mettere ordine tra le millemila cianfrusaglie che si sono accumulate in casa nel corso dei secoli dei secoli (amen!!!)… la mia mamma non buttava mai niente, e così adesso mi ritrovo con 5/6 macchinine (alcune anche telecomandate!), regalate ai tempi che furono al nipote ormai più che maggiorenne, cui non possono essere “restituite” perchè di siffatti oggetti non saprebbe che farsene. Così con salomonica decisione io e mia sorella abbiamo deciso di spartirle tra gli altri due nipoti maschi che hanno, rispettivamente, 11 e 7 anni… ergo ancora in “tempo” per poter apprezzare veramente il dono da noi pensato per le loro persone.
Per non parlare dei corredi! Mia mamma aveva una fissa con ’ste cose che vanno sotto il nome di “corredi”!
Ogni volta che la “signora dei corredi” (così la chiamavo io quando ero adolescente… e anche più tardi!) ci onorava del discutibile piacere della sua presenza, mia mamma azionava le trombe del paradiso per farmi scendere al piano inferiore dove la gentile signora si intratteneva amabilmente con la mia mamma a parlare di quanto è bello, utile e di “buon auspicio” il corredo alle ragazze. E il tutto nonostante io l’abbia pregata, minacciata e financo supplicata in ginocchio di NON chiamarmi ASSOLUTAMENTE nel caso la “signora dei corredi” faceva capolino dal nostro uscio di casa (per fortuna la figura professionale della “signora dei corredi” si è estinta! O almeno, io non l’ho più vista!
), e invece lei immancabilmente mi CHIAMAVA!
E hai voglia a dire io, alla gentile signora, che i corredi non mi interessavano (e non ho minimamente cambiato idea), che non era mia intenzione sposarmi (ergo, il succitato “accessorio” era perfettamente inutile!), che erano, sì, belli, ma che se proprio doveva capitare che mi sposassi mi sarei comprata il necessario alla Upim il giorno prima del fatidico sì (all’epoca quella c’era…. ancora non esisteva Auchan, Carrefour, e compagnia cantante).
Del resto, quando dico che io non sono romantica manco a pagarmi, mica lo sto dicendo così.. tanto per areare le gengive! E nella mia condizione di non-romantica io ci sono proprio NATA!!!!!
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Alle mie argomentazioni la “signora dei corredi” ribadiva che:
1. il fatto che non fossi fidanzata (e quindi non proprio prossima alle nozze, mancandomi la materia prima!) non voleva dire niente: la vita è imprevedibile (vero) e magari il giorno dopo stesso la nostra conversazione, potevo incontrare l’uomo della mia vita e sposarmelo il giorno dopo l’altro (falso), ergo pensare per tempo a lenzuola, asciugamani, copriletti, tovaglie, salviette e financo strofinacci per la cucina era cosa buona e giusta! In fondo a sua figlia era capitato proprio così: sfidanzata il giorno prima e, voilà, fidanzatissima il giorno dopo! E al matrimonio mica c’è arrivata senza la bisogna per arredare il bagnoe la camera da letto!
2. quando nominavo la Upim (o, in alternativa, la Standa), la sua faccia assumeva la classica espressione della persona a cui hanno appena detto che la gustosa polpetta che ha appena ingurgitato era in realtà uno scarafaggio!
“Ma come!” mi ripeteva “la Upim??? Ma come puoi paragonare (a parte il fatto di chi le aveva dato il permesso di darmi del tu!) la Upim con i capolavori che ti sto facendo vedere io! Ma guarda che pizzi, che merletti, guarda i ricami – tutte cose fatte a mano (seeee, ci credo!) – senti la qualità dei tessuti, la morbidezza delle spugne! Non c”è proprio paragone!!!” concludeva indignata.
Ora, questa donna, col fido assistente che di solito era un ragazzotto di bella presenza e di belle speranze (una volta ha cercato di appiopparmene uno!) e che fungeva da tappezzeria dato che non pronunciava verbo, erano anni (ANNI!) che ci pregiava della sua visita una volta l’anno e di conseguenza erano ANNI che io le ripetevo le stesse cose!
Non c’era verso…. da quell’orecchio non ci sentiva! Ogni volta dovevo ribadire che io sono una persona piuttosto pratica: all’estetica preferisco la funzionalità (in ogni senso! eheheheheh), per cui cosa me ne facevo di pizzi, merletti e ricami che non avrei potuto usare per la loro scarsissima funzionalità e per i quali sarei vissuta nel terrore di rovinarli dato il botto di soldi che avrei dovuto sganciare per accaparrarmeli? Solo per il gusto di dire: “ma guarda che belle cosine che ho! Che bei pizzi, che sublimi merletti, che incantevoli ricami! Non me ne faccio un accidenti, ma vuoi mettere… anche l’occhio vuole la sua parte!!!!”????
No, io non ragiono, nè ho mai ragionato, così. Se ho una cosa la devo usare, se la uso si rovina, se si rovina prima o poi la devo buttare… e se per quella cosa ho speso un patrimonio, buttarla mi secca! Ergo, se compro il tutto dalla Upim spendo il minimo indispensabile, non saranno dei capolavori fatti a mano, ma almeno quando li dovrò buttare non mi piangerà il cuore!!!!
Ma ella non lo voleva proprio capire! E così turlupinava la mia mamma (che di solito non si faceva turlupinare da nessuno!) che le comprava ogni anno qualcosa.
Indi per cui, ora mi ritrovo con duecento asciugamani di tutte le forme e i colori, un numero imprecisato di accappatoi, e salviette come se piovesse!
E non so che farmeneeeeeeee!!!!
Bene, e dopo questo spaccato di interessantissima vita vissuta, mi ritiro di nuovo nel mio bozzolo di dolce far un ‘emerita cippa… oltretutto ho impiegato una vita a scrivere questo pezzo perchè o ho disimparato a usare la tastiera oppure la medesima è posseduta e mi sbaglia le lettere apposta!!!!
Per cui se troverete degli errori di battitura (e moltissimi sono riuscita a correggerli io!), abbiate pietà, ma il caldo proprio non mi da tregua!
Byeeee!

Finalmente è finita!