Voglio riportare un illuminante articolo di Carlo Bertani, a proposito del nucleare e della proposta dell’oncologo, nonchè senatore del PD, Umberto Veronesi di occupare una posizione prestigiosa nella nuova “corsa” all’atomo che questo munifico governo chi ha “promesso”.
Ho già parlato di cosa penso io di un
ritorno al nucleare in Italia, ergo sorvolo sulle mie considerazioni personali, dico solo che questo articolo riporta paro-paro quello che è il mio pensiero… soltando che è scritto decisamente meglio di come lo scriverei io! :-)

Pierangelo Bertoli – Eppure il vento soffia ancora

CI VUOLE UN BEL CORAGGIO

Nulla è più triste a vedersi di un giovane pessimista, eccetto un vecchio ottimista.”
Mark Twain 
[che poi, utilizzare una massima di Mark Twain - che io a-d-o-r-o! - come apertura dell'articolo, me lo fa sembrare ancora più bello, l'articolo dico! :-) ]

Se l’ennesima querelle estiva della politica italiota fosse soltanto il comune “salto della barricata”, non ci sarebbe troppo da stupirsi: è lo sport più praticato nel Belpaese.
L’unico “bene” che l’Italia sa riciclare sono i politici: la monnezza no, non fa notizia, la lasciamo ai posteri.
Sicché, quando abbiamo letto che il prof. Umberto Veronesi sta meditando d’accettare una poltrona di una certa importanza, niente po’ po’ di meno che da Sua Sultanaggine Silvio I da Arcore, la cosa più di tanto non ci ha strapazzato le budella: uno più, uno meno…
Nemmeno la “rampogna”, subito emessa dal segretario del Politburo Pidieddino Bersanowskj, ci ha stupito: fa parte del gioco rampognare – ma con delicatezza, si tratta pur sempre di un luminare della medicina e…
s’am vegn an chencher? – chi lascia la vecchia via per la nuova, i “traditori”, eccetera…

Siamo venuti così a sapere che, l’esimio professore, ha una poltrona senatoriale PD senza nemmeno essere iscritto al partito! Grillo era iscritto e non l’hanno lasciato partecipare alle primarie, questo non è nemmeno iscritto e diventa senatore…che strano partito questo PD, non finisce mai di stupire…
A dire il vero, la “poltrona” offerta da Berlusconi ci potrebbe anche stare: siccome si tratta del ruolo di controllo per le future (a quando? Mah…) attività nucleari italiane, verrebbe da dire che si tratta di una “cortesia” istituzionale. Un po’ come il controllo dei servizi segreti, che spetta per tradizione all’opposizione: Berlusconi fa le centrali e Veronesi, in conto PD, controlla. Ma non è così.

La cosa non quadra perché Veronesi non è minimamente critico nei confronti del nucleare, è entusiasta!

Chiariamo che non è necessario essere degli adoratori del sole per essere ferocemente contrari al nucleare: si può accettare il nucleare come il male minore, esprimendo però tutte le cautele e le critiche del caso. Una posizione che potrebbe ricordare quella di Carlo Rubbia.
Invece, il nostro arzillo gran dottore, non ha il minimo dubbio: è così, naif, proprio come Minzolini è “direttorone”, Veronesi s’appresta a diventare “professorone” nella squadra del Banana.
E’ addirittura pronto a lasciare la poltrona di senatore (vedremo…) pur di partecipare alla Gran Lotteria dell’Atomo, il maestoso gratta e vinci per tutte le tasche (dorate) che dovrebbe andare in onda dopo i vari G8, il terremoto, la “Protezione Civile s.p.a.” (terminata con un aborto procurato), le case al Colosseo e tutta la gran cagnara alla quale assistiamo da troppi anni.
Quel che fa spisciazzare dalle risate, sono le motivazioni addotte per l’adesione: una serie di metastasi para-scientifiche spacciate per il Verbo Divino. Cominciamo dall’inizio.
Anzitutto, herr professor afferma:

“Mi affascina il pensiero che un neutrone scagliato contro un atomo di uranio possa far scaturire una quantità di energia così gigantesca da risolvere buona parte del fabbisogno energetico del mondo.”

Liquidando la faccenda sotto il solo profilo della “fascinazione”, si potrebbe ricordare che 200.000 giapponesi lo furono prima di lui, ma sarebbe scorretto perché Veronesi si riferisce agli aspetti civili. Meno male: non vorremmo ritrovarci, domani, la reincarnazione di Oppenheimer che sorveglia le attività nucleari.

Già che siamo nel girone del “fascino” e della reincarnazione, anche nella mia famiglia siamo rimasti gioiosamente stupiti quando un colombo ha deciso d’abitare – in piena Estate – nel locale caldaia. Esce in cortile, s’accuccia nel vaso del prezzemolo e, quando lo scacci, torna vicino alla caldaia con l’aria offesa, quella dell’onor ferito. A volte, invece, entra dal balcone e si sistema direttamente in cucina: t’osserva con aria di sufficienza e tuba. Mah…
Io l’ho chiamato “ Il Colombo Jonathan Livingstone”, mentre mia moglie è convinta che sia la reincarnazione di Danny – il nostro gatto, che amava spiare i piccioni appollaiato sopra il frigorifero – il quale è sparito misteriosamente qualche mese fa, in completa assenza di vicentini nelle nostre contrade.
Si può rimanere “affascinati” da un piccione il quale, ostinatamente, vuole vivere in famiglia e non partecipare alle comuni attività di volo di squadra con i suoi compagni: non per questo, però, mia moglie ha chiesto la presidenza della Protezione Animali!
Passiamo oltre la prima giustificazione – potremmo classificarla di tipo “filosofico”? Mah… – e veniamo a quelle più pratiche.

La prima, incontrovertibile verità “veronese” – e se fosse, invece, un vicentino mascherato che s’è mangiato Danny? – è che l’attività nucleare “libera” l’uomo dalla schiavitù energetica.
Che l’atomo produca energia è incontrovertibile, peccato però che nessuno ci punti più molto: forse, l’esimio professore, non sa che gli ultimi vent’anni sono stati i più fortunati per l’industria elettro-nucleare.
Il “miracolo” avvenne grazie agli accordi SALT, mediante i quali gli USA e l’URSS/Russia si liberarono di una gran quantità di ferrivecchi degli anni ’50, e l’Uranio ricavato venne messo in vendita per le attività civili.
Non fu amorevole adorazione della pace, bensì una misera storia di convenienza economica: le testate degli anni ’50 erano singole, ossia ogni missile ne portava solo una a destinazione.
Oggi, con il progredire (sic!) della scienza e della tecnologia, è possibile raggruppare in un solo missile più testate (vengono definite “veicoli di rientro”), così un solo missile viene lanciato – poniamo – sull’Italia. In seguito, fuori dell’atmosfera, 12 veicoli di rientro si staccano e portano ciascuno la sua bombetta sulla città prescelta: Torino, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Ancona, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo e Cagliari.
Con un solo missile, l’Italia è belle che fritta! Vuoi mettere il risparmio?

Oggi, quel bengodi è terminato per molte ragioni: per prima cosa quegli arsenali desueti (che rappresentavano un costo) sono stati eliminati, in seconda battuta non circola più molta “aria” di disarmo nucleare. Anzi.
La chiusura dell’hard discount nucleare ha condotto il mercato alle origini, ossia a rifornirsi dai giacimenti d’Uranio, le miniere. E, il prezzo, ha iniziato a salire vertiginosamente.
Il prezzo dell’Uranio – dobbiamo precisare – non è così determinante ai fini del costo finale del singolo KWh, giacché i costi (altissimi) sono da ricercare nella costruzione delle centrali, dei reattori e di tutto l’ambaradan che c’è appresso. Determina solo una frazione del costo finale, intorno al 15%: certo, se il prezzo dell’Uranio continuasse ad aumentare a questi ritmi…
L’IEA stima che ci sarà Uranio a prezzi “paragonabili” a quelli attuali per circa 40 anni, poi altri 40 a prezzi “molto diversi”. Quanto? Mah…il fatto è che il prezzo dell’Uranio aumenta come un’iperbole già oggi. Ah, dimenticavamo: e dopo i 40+40 anni? Fine dell’Uranio.
Le previsioni dell’IEA, però, non tengono conto di possibili “impennate” della richiesta – la Cina, ad esempio, ma anche l’Iran e la Francia che non molla di un centimetro sul nucleare – e le previsioni sono quindi molto aleatorie, da prendere con le molle.

Sia come sia, però, negli USA da un paio d’anni la produzione elettrica di fonte eolica ha superato quella di fonte nucleare: attenzione, non la potenza installata, l’energia effettivamente prodotta.
Lo diciamo piano, per non infrangere l’emozione che il professore sta gustando: in ogni modo, quando andrà a sedersi sull’ambita poltrona, potrà chiedere tutte le delucidazioni del caso, sull’eolico, a Denis Verdini e ad Ugo Cappellacci, nonché a Flavio Carboni. A quel punto, saranno tutti suoi “compagni di mer…” pardon, “di cordata”.

Il secondo “fascino” dal quale Veronesi è stato accalappiato è la fine delle guerre per l’energia: basta, maledetto petrolio, hai già succhiato troppo sangue nel Pianeta! Ne è pienamente convinto: non è uno scherzo!
Con tutte le cose che ha da fare Veronesi – medico, ricercatore, senatore, uomo politico – di tempo per informarsi gliene rimarrà poco: niente paura, provvediamo noi per lui.
Certamente sarà all’oscuro di quanto sta avvenendo nel Niger e nelle aree limitrofe, dove la cupidigia “nucleare” francese sta causando una catastrofe umanitaria: decine di migliaia di persone sono in fuga da quelle aree – li ritroveremo fra qualche mese sui barconi – perché i francesi sono stati un po’ troppo “spicci” nelle procedure d’estrazione. Riportiamo un breve estratto dell’articolo/denuncia di Greenpeace:

“in 40 anni di attività, 270 miliardi di litri di acqua sono stati utilizzati nelle miniere, contaminando e impoverendo la falda acquifera…le detonazioni e le trivellazioni in miniera causano enormi nuvole di polvere, montagne di rifiuti industriali e enormi mucchi di fango rimangono esposti all’aria aperta…la concentrazione di uranio…nei pressi della miniera sotterranea di Akokan è risultato circa 100 volte superiore ai livelli normali nella regione…per le strade di Akokan…500 volte superiore al fondo naturale…i tassi di mortalità legati a problemi respiratori nelle zone delle miniere sono il doppio di quelli del resto del Paese…”

Cosa racconta alla sua coscienza di medico, Veronesi, questo quadro apocalittico, nel quale popolazioni ignare sono state precipitate come in un girone infernale, soltanto per consentire alla gente “affascinata” come lei di sognare un mondo “ripulito” dalle petroliere?
Si rende conto che il suo “sogno” è pagato – da sempre – dall’Africa? In Congo, Sudafrica…mille guerre dimenticate per l’Oro, i diamanti i metalli rari e sempre lui, Mister Uranio, il più “effervescente” fra i suoi fratelli.
Nello Zimbabwe viene scoperto un consistente giacimento d’Uranio e, subito, parte un “copione” che già abbiamo visto in atto per l’Iraq: il presidente Mugabe non è gradito alle diplomazie europee ed americane…cosa le fa immaginare una situazione del genere, tanto Uranio in un Paese povero dell’Africa?

Lei si picca d’essere un umanista, uno studioso. Bene. Provi a riflettere su questo semplicissimo assioma: in un pianeta X decidono di ricavare il fabbisogno energetico da fonti finite, e le fonti sono distribuite in modo eterogeneo nel pianeta stesso.
Oggi lo chiamano carbone, domani petrolio e dopodomani Uranio e…tutti li vogliono! Cosa succede?
Non continuiamo per non offendere la sua intelligenza.

C’è poi il capitolo “sicurezza”, sul quale lei ricorda che il rischio per la salute è “ormai vicino allo zero”.
Dottore, dottore…lei si ritiene uno scienziato…va bene…ma la Medicina – ci permettiamo di ricordarlo – non è una Scienza esatta e, quel “vicino” allo zero, non è zero. Al massimo, un limite che tende a zero, che non è zero.
L’unica grande catastrofe nucleare fu Chernobyl ma, negli anni successivi, c’è stato uno stillicidio d’incidenti, alcuni mortali, in tutto il mondo “nucleare”, dalla Francia al Giappone, dalla Slovenia agli USA.

Lei, con l’andazzo italiano d’assegnare poltrone dirigenziali, presidenze di commissioni, istituti di controllo e via discorrendo con il sistema, ben noto, del Manuale Cancelli, si fida del nucleare “italiano”? Ci mette la mano sul fuo…pardon, sul reattore?
E se il prescelto a dirigere una centrale fosse – poniamo, pura ipotesi “di scuola”, i nomi citati sono di pura fantasia – il nipote di Scagliola, che ha sposato la cugina di Dalemme, mentre in prime nozze era sposato con la figlia di Bottiglione? Saremmo certi delle sue competenze? Potremmo dormire sogni tranquilli?
Non succedono mai queste cose, no, siamo solo dei malpensanti.

Già, dice lei, ma al nucleare non ci sono alternative.
Ancora una volta, lei è poco informato: erano più informati di lei i suoi (probabili) futuri “compagni di viaggio” come Verdini & Company, i quali – mentre il loro governo smazzava centrali nucleari ai quattro venti – proprio sul vento cercavano di far soldi (e tangenti). Quella gente sa benissimo cosa può rendere in campo energetico, e se ne fregano se la fonte è tradizionale o rinnovabile: l’unico obiettivo è il denaro.
Per questa ragione, più volte abbiamo proposto – documentando accuratamente il progetto – un eolico pubblico, con destinazione sociale degli utili. Già, ma lei è “affascinato” dai neutroni che si scontrano, come all’autoscontro del Luna Park che frequentava quando era giovanotto.

C’è poi un’altra critica alle energie rinnovabili:
“Per il solare ritengo sia necessaria una politica di grandi investimenti nella ricerca oggi non attuabile. Le potenzialità del solare sono molto elevate, ma la tecnologia è in ritardo e i soldi per accelerarla non ci sono.”

Qui, caro professore, ci sembra che lei stia inviando più che altro un “pizzino” a qualcuno che non è proprio d’accordo con lei, qualcuno che sta dimostrando proprio il contrario. Qualcuno che lo sta realizzando lontano dall’Italia, in Spagna, proprio perché la coalizione politica alla quale s’appresta a fornire i suoi servigi lo cacciò dalla presidenza dell’ENEA nel 2004.
Ed è un qualcuno che ha pure, nel suo carnet, un premio Nobel.

Sicuro, professore, che in questa sua decisione non si sia intrufolato un diavoletto bizzoso, il quale le ha detto, pressappoco: «Ma che sfiga…Rubbia, la Montalcini e Dulbecco hanno vinto il Nobel…io ho oramai 85 anni e non lo vincerò più…in tanti mi hanno proposto e invece…ciccia! Che sfiga, maledizione…ma adesso gliela faccio vedere…»

Per una volta, ci sembra di poterci associare ai “consigli” che le ha dato Bersani – il quale, precisiamo, sul nucleare non è proprio di una chiarezza adamantina, sembra il Papa quando parla di pedofilia dei preti – ma, in questo caso, riteniamo che farebbe meglio a seguire i consigli del suo non-segretario.

A 85 anni suonati, professore, riteniamo che possa accontentarsi della carriera e dei risultati che ha raggiunto: lasci perdere cose più grandi e, soprattutto, più “giovani” di lei.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/07/ci-vuole-un-bel-coraggio.html
26.07.2010 

 [L'articolo è pieno di riferimenti alle citazioni delle fonti, che io qui ho omesso, altrimenti non ne uscivo più! Ma per chi fosse interessato consiglio di leggere il post nel blog originario così avrà tutti i riferimenti visualizzabili! ;-)

 

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Babbeo!

Scritto da kinisera | Archiviato in Cappellacci, Sardegna, attualita', politica, riflessioni | 18 commenti

Buongiorno a tutti!!!!! :-)
Dopo tempo incalcolabile (chiedo scusa a tutti, ma avevo bisogno di staccarmi un po’ dal web! :-) ), eccomi di nuovo.
Devo ammettere che, oltre che per prendermi una “pausa”, sono stata assente anche perchè non sapevo più che scrivere… e non per mancanza di argomenti… anzi! Esattamente per il contrario: c’erano talmente tante cose che in questo ultimo periodo mi hanno fatto girare le palle che non sapevo mai, giorno per giorno, di cosa disquisire in questo spazio! Oltretutto la rabbia era davvero tanta!

A parte le notizie che, con cadenza quasi giornaliera, ci fanno conoscere un sistema di potere che si sta spolpando questo Paese per gli interessi dei soliti noti, tra festini con trans, droga a go-go in luoghi (e addosso a persone) dove non DOVREBBE esserci, spartizioni di beni pubblici, intrecci tra Stato e mafia, senatori che esultano per 7 anni, anzichè 9 o chissà quant’altri ancora!, di condanna per concorso in associazione mafiosa (che ci sarà da gioire poi, testine di minchia!), mafiosi sanguinari assurti al grado di “eroi”, di personaggi dubbi elevati al rango di “ministro” per evitare aule di tribunali e processi… e chi più ne ha più ne metta.

Ma oltre a questi fulgidi esempi di come si gestisce la cosa pubblica e di che popo’ di teste nobili abbiamo che ci rappresentano (e sarebbe il minimo, che ci rappresentano, dico… la cosa grave è che questi figuri passano per quelli che ci “governano” utilizzando, per far ciò, i “nostri” soldi!!!), la cosa più sorprendente di tutte è avere, sempre come “rappresentanti”… non dimentichiamolo mai!, anche elementi che o non si avvedono che qualcuno paga la casa a loro “insaputa” (Scajola, per esempio… ;-) ) oppure altri ancora che non capiscono con chi hanno a che fare (”a che fare” in termini di “affari”, ovviamente!) finchè non vengono sorpresi con le mani nella marmellata (o con l’orecchio attaccato alla cornetta, per usare un esempio più calzante :-D )… ovviamente sto parlando di Cappellacci.
E dal momento che Cappellacci è, guarda un po’?, anche il governatore della regione nella quale mi trovo a vivere, la cosa mi riguarda e mi tocca un po’ più che la dabbenaggine di Scajola.
Anche il prode Ugo
dì-qualcosa-anche-tu Cappellacci ha dimostrato di essere un innocuo, innocente, ingenuo sprovveduto che non si è accorto di chi, e cosa, era Carboni quando ha cominciato a frequentarlo (praticamente 10 minuti dopo avere incollato il fondoschiena alla poltrona di governatore della Sardegna!), che non si è accorto che c’era qualcosa di vagamente sbagliato nell’accogliere la sua richiesta di nominare il tale Ignazio Farris alla presidenza dell’Arpas… poverino… non se n’è avveduto!
Come ha ammesso lui stesso: è stato un BABBEO!
Si è fidato della gente sbagliata… mica è colpa sua se egli è puro e innocente come un giglio!!!!

governatore_carica
Ora tutti (o almeno, tutte le persone dotate di un minimo di capacità raziocinante e buon senso!) chiedono le sue dimissioni a cui ha già ribadito che “non si scolla”. In fondo ha ammesso di essere stato un babbeo, che vogliamo di più dalla vita?
 A tal proposito voglio dire la mia…..
Che lui sapesse ciò che stava facendo quando ha provato a svendere la “sua” terra a Carboni & Co. o che sia stato raggirato, per quel che mi riguarda, il risultato non cambia.
E’ colpevole in entrambi i casi.
Nel primo, per ovvi motivi.
Nel secondo  perchè un governatore di una regione, una persona che accetta di ricoprire una carica di tale importanza e di gestiore, quindi, la cosa pubblica su mandato popolare DEVE sapere sempre, in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, CHI HA DAVANTI!
DEVE SAPERE senza il mimino dubbio se la persona con la quale sta trattando è una persona perbene o un fior di delinquente.
A questo suo scopo precipuo lui non ha ottemperato.  Si è  messo e ha, di conseguenza, messo nelle mani di un faccendiere (nell’accezione più negativa del termine) senza scrupoli che è trent’anni (capito, Cappella’? Trenta… mica bruscoli! Ecchecazzo! chi è Carboni lo so pure io….. che proprio lui non lo sapesse è inquientante: ma dove hai vissuto in questi anni,  Cappella’? A Fantasilandia?) che entra ed esce dalle patrie galere, tutta la Sardegna e la sua gente. Quella terra che lui dovrebbe preservare e quella gente che lui dovrebbe proteggere…. L’ignoranza non PUO’, e non DEVE, essere una SCUSANTE!
Ergo, Cappellacci SE NE DEVE ADARE! 

133PS: c’è questo illuminate articolo a firma Giorgio Melis che a me è sembrato davveroe sauriente e completo, oltrechè preciso e di facile lettura ( ;-) ), volevo postarlo, ma era troppo lungo… per chi volesse dargli un’occhiata (merita veramente!) questo è il link! 
Byeeeee 

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sardegnaFinalmente è finita!
Questa ennesima
tornata elettorale si è, graziaddio, conclusa (a proposito ho quasi completato la mia scheda elettorale… quando ci metterò l’ultimo timbro – e non mancherà molto! – cosa vinco? Un orsacchiotto? :-) ).
Dicevo, nel post precedente, che io detesto le campagne elettorali perchè devo sorbirmi quella che fa il mio capo. Che, essendo normalmente piuttosto sconclusionato, durante le suddette campagne diventa assolutamente insopportabile!
Intanto se l’è tentata anche stavolta:
Lui: Rosa, guarda che potresti cominciare a fare le telefonate.
Dove, per “telefonate“, lui intende rompere le palle alla gente in qualsiasi ora del giorno o della notte, incurante se il soggetto sia a casa, al lavoro o a farsi una sacrosanta pennichella (come e peggio di un qualsiasi callcenterista della wind/infostrada/tiscali/teletu/vodafone e compagnia bella!), per dirgli di votare cotanta personalità politica e quant’altro!
Io: No.
Lui: Perchè no?
Io: Perchè se le telefonate le faccio io, può stare sicuro che non la voterà nessuno!
Le mie idee politiche le conosce… per cui è inutile che ogni volta faccia la figura di quello che è appena sceso dal pero!
Ha ingoiato il rospo, e ha rivolto le sue “attenzioni” altrove.

Oppure:
Lui: Senti, ma non è che in questi giorni ti puoi trattenere anche oltre l’orario di ufficio?
Io: No.
[Me le pagasse, almeno, le ore di straordinario, un pensierino avrei anche potuto farlo, ma aggratis, oggi come oggi, non ti danno neanche i calci... ergo, perchè avrei dovuto sacrificare il mio tempo per la sua bella faccia (che poi, "bella" neanche è! ;-) ), aggiungendo stress a stress, per niente? ]
Ha soprasseduto.

O ancora:
Lunedì mattina.
Lui: Senti, vai a mettere i “santini” [come cribbio si chiamano quelle immagini dei candidati che vengono elargiti, in campagna elettorale, come se fosse manna nel deserto? Boh, io li ho sempre chiamati "santini" o "immaginette", ma qualcuno potrebbe rendermi edotta sul loro reale nome? Grazie! ;-) ] dentro le cassette della posta degli altri condomini.
Io: No. [oramai ci avevo fatto l'abitudine: partiva un "no" qualsiasi cosa mi  proponesse! hiihihihhi]
Lui: E perchè no?
Io: Perchè è illegale.
Lui: Macchè illegale e illegale! Fallo!
Io: Assolutamente NO!
Ha desistito e le “immaginette” (o come cavolo si chiamano!) sono rimaste in ufficio! :-)

E alla fine, quella indecorosa (per i miei standar era decisamente indecorosa!) fiera è finita!

Però, a tutt’oggi, non so ancora se “illo” è passato oppure no!
Saprò tutto domani…. almeno credo. E non ci sarà bisogno di chiederglielo: se sarà euforico, è segno evidente che è passato; se è sulla depressione andante, no! :-)
Io sinceramente spero che sia passato, e non perchè lo reputo un buon amministratore della cosa pubblica, nonostante i suoi numerosissimi difetti [assolutamente no! io non gli affiderei neanche le chiavi di un motorino scassato!], ma solo perchè, se passa, si leva dalle paaaaaalleeeee! :-)

PS: prometto che il prossimo sarà un post serio. Ma, credetemi, parlare del mio capo ed essere seri sono due cose inconciliabili! ;-)

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